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Pet food. Il cibo per cani e gatti non sente la Crisi

Nel settore agroalimentare italiano funziona l’export ma sono in caduta libera i consumi interni. Ma ci sono due settori del comparto food che tengono anche sul mercato interno: il biologico e i cibi per cani e gatti (il cosiddetto “pet food”).

 

Ogni anno, a maggio, Assalco (Associazione nazionale Imprese per l’Alimentazione e la Cura degli Animali da Compagnia) e Zoomark International pubblicano un rapporto sull’andamento del settore cura e alimentazione animali da compagnia relativo all’anno precedente. In attesa della pubblicazione del rapporto 2013 (relativo quindi al 2012), giova ricordare il rapporto 2012 (relativo al 2011), che mostra come il settore – nonostante la Crisi – sia in continua crescita, in Italia e in tutto il mondo.


Secondo il rapporto 2012 di Assalco e Zoomark il mercato del pet food in Italia è pari a 1.604 milioni di euro (di cui 1009,6 milioni di euro nel canale Gdo e 594,4 milioni nel canale dei negozi specializzati in cura e alimentazione degli animali), con una crescita del 2,1% del segmento dominante (gli alimenti per cani e gatti). I fattori che motivano le scelte d’acquisto sono, nell’ordine: la qualità degli alimenti (54,9%), la convenienza e i prezzi bassi (49%), i consigli del veterinario (32,4%). A differenza di quanto accade per la normale spesa alimentare (cioè per l’alimentazione umana), per la quale le famiglie italiane hanno diminuito il budget addirittura di 11 miliardi di euro al netto della dinamica dei prezzi tra il 2007 e il 2012 (!), paradossalmente per l’alimentazione degli animali domestici si continua a guardare prima alla qualità che al prezzo.


Per quanto riguarda la distribuzione geografica delle vendite: il Nord Italia pesa per oltre la metà (53,1%) delle vendite totali di cibo per cani e gatti in Italia; in particolare il Nord Ovest assorbe da solo quasi un terzo (32,3%) dei volumi totali, mentre nel Nord Est si vende il 20,8% di tutto il pet food venduto in Italia; il Centro Italia più la Sardegna è al 28,4% delle vendite; il Sud Italia è al 18,5%. Guardando ai numeri relativi (rapporto 2012 di confronto 2011/2010) si scopre poi che le vendite di cibi per cani e gatti nonostante la Crisi crescono del 3,8% nel Sud Italia, crescono dello 0,4% nel Centro Italia (più la Sardegna), crescono dello 0,1% nel Nord Ovest, mentre scendono (-1,4%) nel solo Nord est.


Per quanto riguarda il mercato del pet food al di fuori dell’Italia ci sono alcuni dati interessanti, e in particolare: il mercato mondiale del pet food vale nel suo complesso 65,8 miliardi di dollari, con una crescita del 3,9% (2011 sul 2010), e secondo le stime è destinato a una continua crescita fino a raggiungere nel 2017 quota 95,7 miliardi di dollari; in Europa (Paesi considerati: Italia, Francia, Germania, Regno Unito, Spagna, Olanda), la crescita delle vendite a valore è del +1.6% (2011 rispetto al 2010); negli Stati Uniti il mercato del pet food è di quasi 20 miliardi di dollari, con una crescita del 4,1%.


Quali sono i fattori alla base del crescente successo (nonostante la Crisi) del settore pet food? Il rapporto 2012 di Assalco e Zoomark spiega il fenomeno in questi termini: “il cambiamento dello stile di vita dei consumatori internazionali, l’aumento dei single e degli anziani soli, insieme alla natalità decrescente e all’evoluzione del modello familiare, hanno portato sempre di più a cambiare l’atteggiamento nei confronti degli animali da compagnia, che oggi sono oramai considerati in molte aree del mondo come veri e propri membri della famiglia. La diffusione di una nuova attitudine verso i pet, insieme ad una crescente urbanizzazione, ha contribuito in modo significativo all’aumento del numero di proprietari di animali da compagnia, il che ha a sua volta dato impulso ad una maggior richiesta di alimenti per animali da compagnia. La ricettività dei consumatori nei confronti dei prodotti premium, le diverse esigenze nutrizionali derivanti dall’allungamento della vita media dei pet, la sempre più ampia disponibilità e visibilità del pet food nei canali distributivi e la crescente consapevolezza del legame tra sana alimentazione e benessere fisico sono i fattori che guideranno le vendite di pet food in futuro”.

(Luigi Torriani)

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