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Ogm. La Polonia vieta mais e patate geneticamente modificati

Il governo polacco scavalca l’Unione Europea e vieta le patate e il mais Ogm che erano appena stati autorizzati dalla Ue. È soltanto l’ultimo capitolo e l’ennesima conferma di un dato ormai noto da tempo: le coltivazioni Ogm in Europa non sono mai decollate e tra le decisioni degli organismi politici dell’Unione Europea (a maggioranza pro Ogm) e la percezione dei cittadini europei (a maggioranza schiacciante anti Ogm) si è ormai aperto un baratro, con i governi nazionali stretti tra i diktat comunitari e le preferenze degli elettori e dei cittadini.

Comunque la si pensi sull’argomento, il dato di fatto è che gli Ogm in Europa non funzionano (e commercialmente funziona alla grande, invece, il biologico). Mentre negli Stati Uniti, patria degli Ogm, viene bocciato un referendum che chiedeva semplicemente di introdurre l’obbligo di indicare in etichetta la presenza o assenza di ogm in qualsiasi alimento in commercio, nel frattempo i cittadini europei esprimono una contrarietà tout court all’esistenza stessa di alimenti ogm, al punto che di recente il dirigente della Basf (multinazionale tedesca leader europea nella coltivazioni di alimenti Ogm) Stefan Marcinowski ha dichiarato: “siamo ancora convinti del fatto che le biotecnologie saranno fondamentali per il XXI secolo, ma non sono sufficientemente accettate dalla maggior parte dei consumatori, degli agricoltori e dei dirigenti europei. In Europa non ha quindi senso dal punto di vista economico continuare a investire nei prodotti Ogm”. E la stessa Basf aveva annunciato subito dopo l’intenzione di abbandonare ogni piano di sviluppo e commercializzazione di colture Ogm in Europa per concentrarsi soltanto sul mercato americano.


Peraltro l’Unione Europea ha sempre tendenzialmente assecondato le coltivazioni Ogm in Europa, dando il via libera alla coltivazione della cosiddetta patata Amflora (una patata Ogm della Basf, non destinata all’alimentazione umana ma ad usi in ambito industriale e nell’alimentazione degli animali) e del mais MON 810 della società statunitense Monsanto, mentre si discute ancora (la decisione dovrebbe arrivare nel 2014) sulle sorti della patata Fortuna, la cosiddetta “patatina fritta Ogm” (la prima patata Ogm europea destinata all’alimentazione umana). Nel frattempo la stessa Unione Europea ha bocciato la proposta di un’etichetta facoltativa No Ogm per la carne, mentre il Ministro dell’Ambiente Clini si è detto fortemente favorevole alle coltivazioni Ogm anche in Italia. Tutto questo apre un vero a proprio baratro tra le decisioni istituzionali a livello europeo e la volontà dei cittadini europei, a maggioranza fortemente contrari agli Ogm e anche ad altri recenti esperimenti biotecnologici come l’hamburger da staminali di mucca e la clonazione animale a fini alimentari.


In questo contesto il governo di centrodestra polacco guidato dal Primo Ministro Donald Tusk ha ufficialmente bocciato (con divieto che entrerà in vigore dal 28 gennaio) la patata Amflora e il mais MON 810, che secondo le decisioni comunitarie avrebbe dovuto essere coltivabili in tutta Europa a partire dal primo gennaio 2013. In Polonia non sarà possibile né coltivare né commercializzare questi prodotti (mentre in Italia il mais MON 810 è già arrivato…).


(Luigi Torriani)

One comment

  1. 1

    Sembra impossibile!!!!
    I nostri politici si fanno superare in velocità anche dalla Polonia, che non ha nessun immagine/export da difendere.
    😳 L’ennesima figuraccia.

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