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Falso Made in Italy. L'impatto sull'agroalimentare

Al Forum Internazionale dell’Agricoltura e dell’Alimentazione 2012, andato in scena a Cernobbio il 19 e 20 ottobre, la Coldiretti ha fatto il punto – tra le altre cose – sulla questione dell’Italian Sounding. In sintesi: la falsificazione dei prodotti alimentari Made in Italy ha superato i 60 miliardi di euro di fatturato e costa al nostro Paese circa 300.000 posti di lavoro.

 

In tempi di Crisi e di grave contrazione dei consumi interni, è un dato di fatto che l’agroalimentare italiano è praticamente tenuto in piedi dall’export, che è in continua crescita in particolare sul fronte dei vini, dei formaggi e dei salumi. Il marchio tricolore è vincente, e funziona bene in tutto il mondo, con numeri di crescita impressionanti sui nuovi mercati come quello cinese. Il marchio tricolore funziona talmente bene (evidentemente troppo bene…) da determinare numeri da capogiro anche sul rovescio della medaglia, cioè nel fenomeno dell’Italian Sounding (che è – in sintesi – l’evocazione di una fallace sensazione di italianità in prodotti alimentari che con l’Italia non hanno nulla a che vedere, cioè cibi e bevande presentati con un marchio dalle sonorità italiane ma che non hanno affatto un’origine italiana: il Parmesao brasiliano, il Regianito argentino, il Parmesan statunitense, le penne Napolita, il Brunetto, il Napoli Tomato, il Daniele Prosciutto, il Parma Ham, la Tinboonzola australiana, la Cambozola in Germania, Austria e Belgio, il Prosec, il Parmeson cinese, ecc.).

 

Al Forum dell’Agricoltura e dell’Alimentazione di Cernobbio la Coldiretti ha mostrato una sorta di “galleria degli orrori” costituita da alcuni esempi di falso agroalimentare Made in Italy che fanno francamente rabbrividire. Per esempio: la “Palenta” della Croazia (al posto della Polenta…), il “San Marzano-Arrabbiata Sauce” degli Stati Uniti, la “Bella famiglia Tomato Bruschetta” degli Stati Uniti, il “Romulo” della Spagna (un olio con tanto di immagine della lupa capitolina che allatta Romolo e Remo…), la “Pasta Alfredo San Remo” dell’Australia, il “Finocchiono Milano’s” degli Stati Uniti (un salame), la “Basilicata Pizza Polla Cipolla” dell’Olanda, il “Salam Napoli” della Romania, oltre alle immancabili imitazioni dei formaggi italiani, come il “Gorgonzola Cheese Bel Gioioso” del Wisconsin” e l’ormai ‘classico’ – si fa per dire – “Parmesão” del Brasile. Fino a situazioni ben al di là del grottesco, come lo scandalo del prosciutto di Parma in Canada (il falso prosciutto italiano, cioè quello canadese, viene venduto con nome e logo del Prosciutto di Parma, mentre il vero Prosciutto di Parma italiano deve essere venduto con un altro nome, “Prosciutto Originale”!).

 

Ci sarebbe quasi da ridere se non fosse che, secondo le stime della Coldiretti, il fenomeno dell’Italian Sounding ha ormai superato i 60 miliardi di euro di fatturato e costerebbe al nostro Paese circa 300.000 posti di lavoro. Questo il comunicato stampa integrale di Coldiretti: “la contraffazione e la falsificazione dei prodotti alimentari Made in italy costa all’Italia trecentomila posti di lavoro che si potrebbero creare nel Paese con una seria azione di contrasto a livello nazionale ed internazionale. Con il fatturato del falso Made in Italy che solo nell’agroalimentare ha superato i 60 miliardi di euro, la lotta alla contraffazione e alla pirateria rappresentano per le Istituzioni un’ area di intervento prioritaria per recuperare risorse economiche utili al Paese e generare occupazione. Con una seria azione di contrasto dell’Italian Sounding le esportazioni agroalimentari potrebbero addirittura triplicare. Alla perdita di opportunità economiche ed occupazionali si somma peraltro il danno provocato all’immagine dei prodotti nostrani soprattutto nei mercati emergenti, dove spesso il falso è più diffuso del vero e condiziona quindi negativamente le aspettative dei consumatori. Se infatti, secondo un sondaggio di Coldiretti/Swg, ben il 45 per cento degli italiani non mangerebbe mai un formaggio Parmesan prodotto in Australia, la situazione è profondamente diversa all’estero, specie nei Paesi emergenti. Il cosiddetto Italian sounding colpisce i prodotti più rappresentativi dell’identità alimentare nazionale, con inquietanti aberrazioni, come lo ‘Spicy thai pesto’ statunitense, il ‘Parma salami’ del Messico, la ‘mortadela’ siciliana dal Brasile, il “’alami calabrese’ prodotto in Canada, il ‘barbera bianco’ rumeno, il ‘provolone’ del Wisconsin, gli ‘chapagetti’ prodotti in Corea, una strana ‘pizza polla cipolla Basilicata’ prodotta in Olanda e un preoccupante sugo ‘mascarpone e ruccola’ prodotto in Svezia. Le denominazioni Parmigiano Reggiano e Grana Padano sono le più copiate nel mondo, con il Parmesan diffuso in tutti i continenti, dagli Stati Uniti al Canada, dall’Australia fino al Giappone, ma in vendita c’è anche il Parmesao in Brasile, il Regianito in Argentina, Reggiano e Parmesao in tutto il Sud America, ma anche Pamesello in Belgio o Parmezan in Romania. Per non parlare del Romano, dell’Asiago e del Gorgonzola prodotti negli Stati Uniti, dovesi trovano anche il Chianti californiano e inquietanti imitazioni di soppressata calabrese, asiago e pomodori San Marzano spacciate” come italiane. E in alcuni casi sono i marchi storici ad essere taroccati, come nel caso della mortadella San Daniele e del prosciutto San Daniele prodotti in Canada. Il comune denominatore degli esempi di imitazione e contraffazione di prodotti agroalimentari italiani è l’opportunità, per un’azienda all’estero, di ottenere sul proprio mercato di riferimento un vantaggio competitivo associando indebitamente ai propri prodotti l’immagine del Made in Italy apprezzata dai consumatori stranieri, senza alcun legame con il sistema produttivo italiano e facendo concorrenza sleale nei confronti dei produttori nazionali impegnati a garantire standard elevati di qualità. Bisogna combattere un inganno globale per i consumatori che causa danni economici e di immagine alla produzione italiana sul piano internazionale cercando un accordo sul commercio internazionale nel Wto per la tutela delle denominazioni dai falsi, ma è anche necessario fare chiarezza a livello nazionale ed europeo dove occorre estendere a tutti i prodotti l’obbligo di indicare in etichetta l’origine dei prodotti alimentari, come peraltro previsto da una legge approvata all’unanimità dal Parlamento italiano all’inizio della legislatura e rimasta fino ad ora inapplicata”.


TABELLA CON GLI ESEMPI PIU’ CURIOSI DI PRODOTTI TAROCCATI

(Fonte: Coldiretti)

 

Europa

BOLOGNESE: salsa al basilico, ma senza ragù prodotta in Estonia,  ROMULO: Extra virgin olive oil Prodotto in Spagna; PALENTA: prodotta in Croazia; SMALL MACARONI: prodotti in Polonia; ACETO BALSAMICO DI MODENA: prodotto in Germania; BARBERA: prodotto in Romania; RAVIOLI ALLA BOLOGNESE: prodotti in Francia; TORTELLINI BOLOGNESE: prodotti in Belgio; SPAGHETTI CARBONARA MIRACOLI: prodotti in Germania; FETTUCCINE ALLA BOLOGNESE FELIX ITALIA: prodotte in Svezia; POLENTA: prodotta in Francia; DELICATA MOZZARELLA: prodotta in Ungheria; CAMBOZOLA: prodotto in Germania; MASCARPONE E RUCCOLA: sugo italiano con mascarpone e rucola prodotto in Svezia; TOSCANA SALAMI: prodotti in Danimarca; PEPPAR SALAMI: prodotti in Germania; OLIVMORTADELLA: prodotta in Svezia; MOZZARELLA ITALIA, prodotta in Ungheria; PIZZA POLLA CIPOLLA BASILICATA, prodotta in Olanda; PESTO ARRABBIATA, prodotto in Svezia; PIZZA OLIE, Italian Style prodotto in Gran Bretagna; BOLZANO SALAMI: prodotti in Belgio.

Stati Uniti

SAN MARZANO SUGO DI POMIDORO-ARRABIATTA SAUCE: prodotto in Usa; BELLA FAMIGLIA BRUSCHETTA PREMIUM TOMATO: prodotto in Usa;

POMPEIAN OIL Extra virgin olive oil: prodotto nel Maryland; vino Chianti prodotto in California; MARSALA WINE: prodotto in Usa; QUESO PROVOLONE: prodotto in Usa; BAROLO Handcraft Uncured Italian Salami: prodotto in Utah; ITALIAN SALAMI: prodotti in Usa; ROMANO CHEESE: prodotto in Usa; CAPRI All Natural Goat Cheese: prodotto in Usa; CALABRESE Spicy Salame with Sangiovese Wine: prodotto in Usa; SAN MARZANO Pomodori Pelati: prodotti in Usa; CONTADINA TOMATO PASTE Roma Style Tomatoes with Roasted Garlic: prodotta in Usa; FINOCCHIONO MILANO’S Suino D’Oro: prodotto in Usa; SOPRESSATA: prodotta in Usa; PARMESAN SARVECCHIO: prodotto in USA; DI NAPOLI Italian Style: prodotto in USA.

Canada

MASTRO CALABRESE SALAMI HOT PIQUANT: prodotti in Canada

Messico

PARMA SALAMI TIPO CASALINGO: prodotti in Messico; PARMA SALAMI GENOVA: prodotti in Messico

Sud America

QUESO ESTILO PARMESANO: prodotto in Uruguay; POMAROLA Molho Pronto: prodotta in Brasile; SALAME TIPO MILANO: prodotto in Brasile; PARMESÃO: prodotto in Brasile; GRAN FORMAGGIO tipo Grana: prodotto in Brasile; RICOTA D’ITÁLIA Ricottone; prodotta in Brasile

Asia

CHAPAGETTI, prodotti in Corea

Australia

SAN REMO LA PASTA ALFREDO: prodotta in Australia

 

 

 

(Luigi Torriani)

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