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Castagne. La lotta biologica contro l'insetto killer Cinipide

 

Negli ultimi anni in Italia le castagne sono sempre meno, con un vero e proprio crollo nel 2011, quando la produzione di castagne in Italia ha avuto un calo tra il 70 e l’80%. Responsabile dell’ecatombe di castagne è il Cinipide Galligeno, un insetto parassita di origine cinese che attacca gli alberi di castagno impedendo la fruttificazione. La lotta contro questo killer dei castagneti è appena iniziata e ci vorranno anni per ripristinare la situazione precedente alla morìa. È una lotta biologica incentrata su un insetto, il Torymus Sinensis, che mangia le larve deposte dal Cinipide.

 

Forse non tutti sanno che tradizionalmente l’Italia è leader europea nella produzione di castagne, ed è stata per anni il quarto produttore al mondo dopo Cina, Corea del Sud e Turchia. Poi c’è stato il crollo con l’arrivo del Cinipide Galligeno del castagno, che è un insetto originario della Cina e introdotto per sbaglio in Europa attraverso materiale vivaistico. Il Cinipide è stato segnalato per la prima volta in Europa proprio in Italia, nel 2002 (in provincia di Cuneo). Da allora si è lentamente diffuso in tutte le regioni fino al crollo dell’autunno 2011, che resterà negli annali come l’autunno senza castagne (produzione in calo del 70-80%).

 

L’azione del Cinipide Galligeno del castagno (nome scientifico Dryocosmus kuriphilus) determina la formazione sull’albero di tumori e ingrossamenti tondeggianti (“galle”, da cui il nome di insetto “galligeno”). Nella galla vengono inglobate anche foglie giovani, germogli e infiorescenze, arrestando in questo modo lo sviluppo vegetativo dei fiori femminili e maschili e quindi la fruttificazione (cioè la produzione di castagne). Nei casi più gravi l’infestazione si estende fino a determinare la morte dell’albero.

 

Come se ne esce? I mezzi chimici sono stati scartati sia perché inefficaci sia perché comportano effetti collaterali negativi sulla pianta e sull’ambiente circostante (uccidono per esempio altri insetti utili all’ecosistema). La soluzione è arrivata dall’Università di Torino, che ha avviato le ricerche per contrastare il Cinipide a partire dal 2003. È una soluzione analoga a quella già adottata dal Giappone (Paese anch’esso infestato dall’insetto killer) e che comporta una lotta biologica tra insetti: il Cinipide da una parte, il Torymus sinensis – insetto antagonista – dall’altra. Il Torymus mangia le larve deposte dal Cinipide e dovrebbe riuscire nel giro di qualche anno a eliminarne del tutto la presenza dai castagneti italiani. Da alcuni mesi il Torymus è stato diffuso nei boschi più infestati, e alcune regioni (precisamente: Toscana, Piemonte, Emilia Romagna, Lazio, Sardegna) hanno creato dei campi di riproduzione controllata dell’insetto antagonista. Per esempio il campo Arsial di Caprarola (Viterbo), con 120 incubatrici e 540.000 euro di investimento tra ricerca e strutture.

 

Quanto tempo ci vorrà? Secondo Germano Squaratti, direttore tecnico del Consorzio della castagna della val Camonica (Brescia) “ci vorranno almeno quattro anni per vedere risultati di ampia portata. Ma abbiamo rilasciato il Torymus nei castagneti a partire già dal 2009, e già ora rispetto allo scorso anno si osserva un miglioramento dello stato di salute dei castagni. Se il tempo sarà clemente (il castagno esige molta acqua), con piogge abbondanti in settembre potremmo avere dei concreti miglioramenti fin da subito”.

 

(Luigi Torriani)

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