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Assunzioni agricole in crescita. Più 6,7% nel primo trimestre 2012

Nel 2011 hanno chiuso 50.000 imprese agricole, e nel primo trimestre 2012 sono già 13.000 le aziende agricole che hanno chiuso i battenti. Ora, con la stangata dell’Imu e i danni del terremoto, la situazione sembrerebbe ulteriormente peggiorata. Eppure un’indagine Coldiretti sui dati Istat per il primo trimestre 2012 mostra un sorprendente incremento del 6,7% dei lavoratori dipendenti impiegati in agricoltura.

 

I dati Istat sull’occupazione agricola nel 2011 erano stati pessimi. Eppure le potenzialità c’erano e ci sono. Per il raccolto primaverile di quest’anno la Coldiretti ha segnalato a marzo la mancanza di 35.000 lavoratori stagionali. E dalla vendita dei terreni agricoli dello Stato si potrebbero ricavare fino a 43.000 nuovi posti di lavoro per i giovani. Negli ultimi mesi la Coldiretti ha provato in tutti i modi ad avvicinare gli italiani all’agricoltura, lanciando un vademecum in dieci punti su Come aprire un’azienda agricola oggi e commentando benevolmente la sparata di Renzo Bossi agricoltore. Oltre ai classici Oscar Green, i premi di Coldiretti Giovani Impresa per gli imprenditori agricoli più innovativi.

 

 Forse qualcosa si sta muovendo. Nel primo trimestre 2012 i lavoratori dipendenti in agricoltura sono aumentati del 6,7%, assolutamente in controtendenza rispetto all’andamento generale dell’occupazione. Tra i nuovi assunti un lavoratore su quattro ha meno di quarant’anni, molti sono immigrati (che sono ormai abbondantemente oltre quota 100.000), ma non mncano gli italiani. Il +6,7% è il risultato della media tra Nord, Centro e Sud. Nel Centro Italia c’è una sostanziale stabilità (-0,4%), al Sud c’è una buona crescita (+5,4%), al Nord c’è un vero e proprio boom (+14,2%). E dal primo giugno sono partite le campagne di raccolta frutta e verdura estive, dove è possibile impiegare anche i ragazzi tra i 16 e i 25 anni iscritti a un regolare ciclo di studi. Per retribuire questi giovani lavoratori stagionali si utilizza – a partire dal 2008 – il comodo sistema dei voucher, cioè dei buoni-lavoro. Quasi il 25% dei voucher, per una cifra di oltre 6 milioni di euro, è stato utilizzato in agricoltura, e ha permesso a molti giovanni studenti di lavorare in regola durante il periodo estivo (attività di raccolta frutta e verdura, vendemmia). Il guaio è che la riforma Fornero per il mercato del lavoro sta per limitare il sistema dei voucher

 

Questo il commento di Coldiretti: “i voucher hanno dato finora un importante contributo positivo al lavoro agricolo. Purtroppo questo sistema viene ora ingiustificatamente limitato dalla riforma del mercato del lavoro presentata dal Ministro Elsa Fornero e approvata dal Senato. Anche se dopo la manifestazione di imprese agricole, pensionati e studenti davanti al Senato è sparito dalla norma il limite di 7mila euro di fatturato per le imprese che intendono usare i buoni lavoro mentre il valore del voucher sarà definito per decreto sentite la parti sociali dopo l’approvazione della legge. Va peraltro sottolineato che i voucher acquistati fino all’entrata in vigore della nuova legge sono anch’essi validi fino al 31 maggio 2013”.

 

(Luigi Torriani)

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