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Caro gasolio. L'impatto sull'agroalimentare

 

L’aumento del prezzo dei carburanti non è un problema soltanto per le tasche degli automobilisti. Il caro gasolio sta colpendo l’agroalimentare italiano con un danno annuo quantificato in circa 250 milioni di euro. Il che significa che è alle porte un ulteriore aumento del prezzo finale di vendita dei generi alimentari, con danno per i cittadini.

 


In Italia, spiega Coldiretti in un comunicato stampa, l’86% dei trasporti commerciali avviene su gomma e i cibi che consumiamo percorrono in media quasi 2.000 km prima di arrivare sulle nostre tavole. In un contesto di questo genere l’aumento del prezzo del gasolio (che nell’ultimo anno è cresciuto del 46% al litro, arrivando al nuovo record di 1,575 euro al litro) incide in maniera spropositata, con danni che oltrepassano i 200 milioni di euro.

 

il salasso non riguarda soltanto i costi di trasporto (che pure pesano per un terzo sul totale dei costi logistici dell’agroalimentare) ma l’intera filiera. E in particolare: l’aratura dei terreni, l’uso di macchinari come la trebbiatrice e i trattori, l’essiccazione dei foraggi destinati all’alimentazione degli animali e il riscaldamento delle stalle e delle serre (per fiori, ortaggi e funghi). In particolare in quest’ultimo caso i danni sono gravissimi, considerando il fatto che il settore era già stato colpito nel novembre del 2009 dall’abolizione delle agevolazioni (l’accisa zero) sull’acquisto di gasolio per le serre. Sia la Coldiretti che la Cia (Confederazione italiana agricoltori) chiedono urgentemente la reintroduzione del bonus gasolio per le serre (ovvero l’annullamento dell’accisa sui carburanti destinati al riscaldamento) e anzi una sua ulteriore, parziale, estensione anche ad altre aziende agricole.

 

Se non si interviene al più presto per Confcommercio esiste il serio rischio di una spirale inflazionistica. In ogni caso un aumento del prezzo finale dei generi alimentari (e di piante e fiori), se perdura la situazione attuale sul fronte del costo dei carburanti, sembra inevitabile e imminente. A questo proposito è emblematica la situazione delle imprese agricole lombarde, che secondo i dati della Coldiretti regionale hanno fatto i conti quest’anno con aumento complessivo dei costi di quasi 16 milioni di euro. Drammatica in particolare la situazione nelle province di Brescia, Pavia, Cremona e Mantova. Di seguito la tabella riassuntiva sulla situazione lombarda (fonte Coldiretti Lombardia):

 

La stangata del caro gasolio

(aumento dei costi 2010-2011 in euro per le imprese agricole)

Varese 211.312
Como 381.212
Sondrio 1.194.282
Milano 1.036.128
Bergamo 1.132.799
Brescia 2.871.699
Pavia 2.838.861
Cremona 2.183.962
Mantova
2.691.788
Lecco 177.467
Lodi 890.509
Monza 157.910

Totale Lombardia 15.727.928

 

(Luigi Torriani)

 

 

 

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