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Olio: i consumatori mondiali apprezzano il made in Italy

Continua il trend positivo per l’olio d’oliva italiano! L’export è infatti in continuo aumento.

 

Secondo i principali osservatori economici si è verificato infatti nei primi mesi dell’anno un incremento del 25% in quantità e valore delle esportazioni di oli di qualità, che per il 35% sono rappresentate dalla categoria degli oli extra vergini di oliva. I 2/3 del fatturato delle nostre imprese di confezionamento è rappresentato dalle esportazioni.
Quest’incremento del consumo mondiale compensa ampiamente le modeste riduzioni del consumo di olio di oliva all’interno del nostro Paese. “Il consumatore mondiale apprezza il prodotto di sicura origine italiana di qualità”. Lo dichiara il direttore generale di Unaprol Ranieri Filo della Torre, alla tavola rotonda sul monitoraggio degli oli d’oliva e di sansa di Assitol, e aggiunge che “questo è il risultato delle nuove disposizioni comunitarie su origine e qualità e di rigorosi controlli sull’intero territorio nazionale”.
Unaprol ha scommesso su questa segmentazione verso l’alto dei consumi dell’extra vergine di qualità di origine italiana a livello mondiale costituendo la società consortile I.O.O.% qualità italiana, depositando un disciplinare per la produzione dell’extra vergine di alta qualità. “Il nostro consorzio, ha aggiunto Filo della Torre, ha partecipato e vinto i bandi dell’informazione e promozione previsti dal Reg. CE 501, ha sottoscritto l’intesa con il Ministero dello sviluppo economico e Ice per l’internazionalizzazione dell’olio extra vergine made in Italy; e ora, ha riferito, si appresta a creare società di trade per dare maggiore reddito alle imprese, più garanzie e opportunità alle scelte del consumatore. Unaprol, ha concluso Filo della Torre, è disposta a condividere questo percorso con chi accetta le regole di un mercato trasparente, ponendo la qualità e l’etica come valori irrinunciabili per un progetto di impresa sul made in Italy”. C’è dunque solo da augurarsi che il trend positivo continui e che anche nel mercato interno ci sia un aumento delle vendite

(Da www.aiol.it)

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