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Materie plastiche biodegradabili in agricoltura: una realtà possibile?

Quanto sia importante proteggere l’ambiente è ormai una consapevolezza che anche a livello legislativo, statale ed economico sembra essere stata assimilata.


Un esempio per tutti è la recente norma che ha vietato l’impiego di sacchetti di platica non biodegradabile.

Ora fortunatamente pare che, in futuro, l’uso di plastiche biodegradabili possa diventare una realtà anche nel mondo agricolo.
Il Centro Servizi Ortofrutticoli di Ferrara ha ospitato e organizzato recentemente infatti un incontro per parlare proprio dell’argomento. Il tema è di stretta attualità oggi, considerando il fatto che lo smaltimento delle materie plastiche siano queste teli per la copertura delle serre o dei piccoli tunnel o pacciamature o per altri usi come i diffusori di ferormoni per la confusione sessuale in frutticoltura o gli imballaggi rappresenta un problema importante per le aziende e naturalmente un costo elevato che grava sulle spalle dei produttori.
E’ chiaro che risulta sempre più indispensabile favorire e sostenere anche a livello legislativo l’utilizzo di materiali biodegradabili che non vadano a gravare sull’ambiente in termini di produzione di rifiuti.

In particolare oggi in orticoltura, ad esempio l’uso della plastica biodegradabile può portare ad importanti risparmi in termini non solo ambientali.
E’ il caso della pacciamatura biodegradabile in Mater-bi, un prodotto che si ottiene dall’amido di mais, o di altri cereali, che biodegrada per il 90% in appena 6 mesi tempi e non necessita quindi di asportazione dal campo dopo l’utilizzo e di diffusori di ferormoni per la «confusione sessuale» oggi molto usati in frutticoltura al fine di limitare la presenza dei parassiti di alcune importanti specie frutticole anche del territorio ferrarese.
«Oggi – dichiara il direttore del CSO Luciano Trentini – questi temi sono all’ordine del giorno, considerata anche l’importanza delle coltivazioni orticole in Italia che coprono una superficie di circa 450.000 ettari di cui almeno 100.000 ettari vengono coltivati su terreni totalmente o parzialmente pacciamati. Basti pensare – continua Trentini – a colture importanti come le fragole, i meloni, i cocomeri, le zucchine, specie orticole che stanno diventando sempre più importanti nell’alimentazione soprattutto oggi che l’obesità rappresenta il problema del futuro soprattutto per i giovani consumatori».

(Da www.aiol.it)

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