Articoli

Dall'ICCAT una richiesta di stop alla pesca del tonno rosso

Quanto sia buono il tonno rosso è fatto risaputo fra gli appassionati di gastronomia e la diffusione in Italia dei tantissimi ristoranti giapponesi o sushi bar non ha che aumentato la diffusione e il consumo di questa delizia del palato. Quello che però non tutti sanno è che questa specie è a rischio estinzione, minacciata quotidianamente da una pesca intensiva e non rispettosa dei cicli biologici naturali.

Proprio per questo a Parigi all’incontro annuale dell’ICCAT (Commissione Internazionale per la Conservazione del Tonno Atlantico), Greenpeace ha ribadito la richiesta di fermare la pesca al tonno rosso del Mediterraneo, una proposta già avanzata da vari esperti. Fuori dalla sede della conferenza dell’ICCAT gli attivisti di Greenpeace hanno appeso uno striscione con la scritta «Tonno rosso: 8 giorni per continuare a vivere» e hanno anche parcheggiato un’automobile con sopra la sagoma di un tonno rosso davanti all’ingresso principale.

«Dopo anni di pesca fuori controllo, cattiva gestione e il fallimento della politica, questo è l’ultimo S.O.S: l’ICCAT deve fermare la pesca al tonno rosso del Mediterraneo, fino a quando la specie non avrà mostrato segni di recupero. – sostiene Giorgia Monti, responsabile campagna Mare di Greenpeace.

Stando ai documenti dell’ICCAT, ben 10mila e 200 tonnellate di tonni rossi si troverebbero in questo momento, vivi, all’interno di gabbie negli allevamenti di tonno del Mediterraneo. Questo quantitativo si avvicina di molto all’intera quota di tonno rosso concessa per il 2010.

Greenpeace chiede che quest’anno all’ICCAT finalmente si decida di chiudere la pesca al tonno rosso del Mediterraneo e proteggere le aree di riproduzione chiave per questa specie. L’ICCAT ha ripetutamente posto i livelli di pesca al di sopra dei valori raccomandati dai suoi stessi studiosi, cosa che ha portato ad anni di pesca eccessiva. Se uniamo questo all’incapacità da parte delle autorità di riportare la pesca illegale sotto controllo, arriviamo alla conclusione che gli attuali ritmi di pesca superano di molto i limiti considerati sostenibili dalla comunità scientifica. Per fare un esempio, la sola pesca al tonno rosso nel 2007 è stata di 61mila tonnellate: il doppio del quantitativo su cui ci si era accordati e quattro volte quello raccomandato dagli scienziati.

«Continuare a pescare oltre i limiti porterà comunque a chiudere questa pesca. Una decisa presa di posizione qui all’ICCAT può ancora salvare il tonno tosso e garantire alle generazioni future una pesca sostenibile invece di mari privi di vita. È arrivato il momento di imparare la lezione dagli errori del passato e invertire il processo di distruzione degli oceani» conclude Monti.

(Da www.greenpeace.it)

Lascia un commento

Your email address will not be published. Required fields are marked *

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.