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I consumatori risparmiano. Ma al cibo sano non rinunciano

Buone notizie per le aziende che trattano food and beverage. Sulla base infatti dei dati Ispos – Consumers forum per l’Osservatorio sugli stili di vita e sulle tendenze di consumo, nonostante la crisi, gli italiani tendono a risparmiare su abbigliamento e accessori ma non ai prodotti alimentari di qualità.

È in atto dunque un cambiamento rispetto al passato con il risparmio che riguarda soprattutto il voluttuario e il superfluo (abbigliamento, pay tv, vacanze, prodotti elettronici), mentre non sembrano coinvolti i beni considerati “insacrificabili” che riguardano la salute e la sicurezza alimentare come pesce, farmaci, pasta, visite di controllo, frutta e verdura

Non è un caso che un italiano su tre (32%) nel 2010 ha acquistato regolarmente prodotti a denominazione di origine e il 15% quelli biologici, secondo l’indagine Coldiretti-Swg. Si tratta della conferma che «La crisi non incide sul bisogno di sicurezza alimentare dei cittadini che continuano ad esprimere un forte interesse per le produzioni ad elevato contenuto salutistico, identitario e ambientale», ha affermato il presidente della Coldiretti Sergio Marini nel precisare che a dimostrarlo «è la crescita degli acquisti diretti dal produttore che hanno raggiunto il valore di 3 miliardi di euro e interessano più di 60mila imprese agricole tra cantine, cascine e malghe oltre a 600 mercati degli agricoltori di Campagna Amica».

Una tendenza confermata dall’indagine del Consumers forum secondo il quale negli acquisti lascia ben sperare la “quantificazione” del “valore aggiunto” dell’etica poiché i consumatori si dicono potenzialmente disponibili ad acquistare un prodotto che rispetti l’ambiente e i diritti dei lavoratori, garantisca standard qualitativi elevati e sia un prodotto locale. Dovendo “quantificare” quanto sarebbero disposti a spendere in più per un prodotto fornito da un’azienda che si comporta in modo etico e sostenibile, la maggioranza degli intervistati (circa il 70%) si dichiara disponibile ad un incremento di prezzo in media dell’8,9%. Questo dato medio nasconde comportamenti differenziati ma, ben un intervistato su cinque, si mostra disponibile ad un incremento maggiore del 10 % del prezzo attuale, anche in tempo di crisi.

 

In caso di necessità, dove si risparmia?

SACRIFICABILI:

• Abbigliamento e accessori 72%

• Pay tv, videogiochi 55%

• Vacanze 53 %

• Elettronica ed eletrodomestici 53%

 

NON SACRIFICABILI:

• Pesce 34%

• Farmaci 51%

• Pasta 70%

• Visite di controllo 75%

• Frutta e verdura 84%

Fonte: Elaborazioni Coldiretti su Consumers Forum

(Da www.italiaatavola.net)

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