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Il Vinitaly torna a Mosca e San Pietroburgo

San Pietroburgo e Mosca, 15/16/17 giugno 2010 – Al via la 7^ edizione di Vinitaly Russia, che si in programma fino al 17 giugno tra San Pietroburgo e Mosca.

Organizzata da Veronafiere, Unione Italiana Vini, Buonitalia Spa e Unaprol, in collaborazione di ICE, la manifestazione vede la partecipazione di ben 88 aziende – lo scorso anno erano circa 60 – tra cantine, consorzi e importatori. Fitto il calendario stilato dagli organizzatori, che si compone di incontri, workshop e momenti di formazione dedicati ad una piazza che vede crescere di anno in anno il consumo di vini italiani e apprezza sempre di più il «made in Italy» enogastronomico, a iniziare dall’olio extravergine d’oliva e dalla pasta.

«Il boom di aziende espositrici per questa settima edizione di Vinitaly Russia – ha dichiarato Giovanni Mantovani, Direttore Generale di Veronafiere – conferma l’importanza di questo mercato per la nostra filiera vitivinicola e per il Made in Italy, che con Vinitaly World Tour è al centro dell’attività promozionale che Veronafiere svolge da oltre 10 anni, in particolare a favore del processo di internazionalizzazione del vino italiano».

A conferma dell’apprezzamento riscosso in Russia dai vini italiani, la difficile congiuntura economica nel 2009 ha solo in parte rallentato la crescita delle esportazioni italiane, più che raddoppiate in volume rispetto al 2008 – da 30,85 ad oltre 66 milioni di litri – per un controvalore di 65,5 milioni di euro, +2,4%.

Le stesse elaborazioni del centro studi Veronafiere-Vinitaly su dati ISTAT mostrano invece una decisa crescita nel primo bimestre 2010 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: da circa 1,46 a oltre 10 milioni di litri per un controvalore che passa da 4,25 a 7,54 milioni di euro (+77%).

D’altra parte la Russia, che – come emerge dai dati Wine Intelligence – ha attualmente un consumo di vino pro capite di 7 litri annuali, ma in costante aumento, è ormai uno dei principali mercati mondiali del vino ed uno di quelli dalle più interessanti prospettive di sviluppo. Sempre secondo i dati Wine Intelligence, il consumatore medio di vino in Russia è giovane, con un’età compresa tra i 18 e i 30 anni, e spesso di sesso femminile; circa il 95% dei consumatori di vino russi beve il vino tra le mura domestiche e lo acquista nei supermercati. Estremamente interessanti sono anche le prospettive per i vini di qualità medio-alta, un mercato che attualmente conta circa 9 milioni di consumatori – 30 milioni potenziali – e da dieci anni è in costante crescita.
Il Vinitaly World Tour approda in Russia dopo le tappe in India, Singapore, New York e US Tour (Miami e Palm Beach). A settembre si svolgerà Vinitaly Svezia, a Ottobre Vinitaly US Tour toccherà altre città statunitensi mentre a novembre si svolgeranno le edizioni 2010 di Vinitaly Japan & Korea e Vinitaly China.

VINITALY RUSSIA 2010: L’EVENTO

Fedele alla formula vincente collaudata nelle precedenti edizioni, Vinitaly Russia si presenta come un workshop continuativo nel quale le aziende incontrano la catena del valore presente sul territorio, ovvero operatori, ristoratori, dealers, distributori e opinion leader che hanno la possibilità di partecipare agli incontri e ai seminari organizzati.

Tra gli appuntamenti della 7^ edizione di Vinitaly Russia, spiccano il convegno «The Next Quality Experience» organizzato da Unione Italiana Vini la mattina di martedì 15 giugno presso il Corinthia Hotel di S. Pietroburgo (e replicato il giorno successivo a Mosca, presso il Café des Artistes), che analizzerà le potenzialità dei vini di qualità sul mercato russo e presenterà il progetto «The Next Quality Experience».

Mercoledi 16, presso il New Manege, si svolgerà l’apertura ufficiale di Vinitaly Russia 2010. Alla conferenza di presentazione della manifestazione presenzierà l’Unione Italiana Vini, che illustrerà il progetto di formazione per gli operatori del settore.

L’evento clou di giovedì 17 sarà il convegno «I.O.O.% Qualità’ Italiana ‘Portfoil’ : Il Salotto di qualità dell’olio extravergine di oliva italiano» organizzato presso il New Manege in collaborazione con Unaprol (Consorzio Olivicolo italiani).

Durante entrambi i giorni sarà possibile partecipare al Workshop permanente, durante il quale le aziende incontreranno gli operatori del settore (importatori, distributori, retailer, ristoratori, rappresentanti della stampa e opinion leader), e visitare il corner «Barilla Cooking Show» nell’angolo EAT del New Manege.
Il programma delle degustazioni prevede per la giornata di mercoledi «I vini del Veneto», degustazione guidata con i vini DOC delle aziende partecipanti con la Regione Veneto, e la Degustazione guidata EAT (European Art of Taste). Giovedi si terrà invece la degustazione guidata su » I vini della Sicilia».

L’EXPORT E IL CONSUMO DI VINO ITALIANO IN RUSSIA

Le elaborazioni del centro studi Veronafiere-Vinitaly su dati ISTAT mostrano come nel 2009 la crisi economica internazionale abbia segnato un profondo cambio nella struttura dei consumi di vino in Russia, rallentando però solo in parte la crescita delle esportazioni di vini italiani dirette al di là degli Urali, più che raddoppiate in volume rispetto al 2008 – da 30,85 ad oltre 66 milioni di litri – per un controvalore di 65,5 milioni di euro, +2,4%.

Completamente differente il quadro che emerge dall’analisi dei dati relativi ai primi due mesi del 2010 che, pur confermando le nuove tendenze di consumo, vedono le esportazioni di vini italiani in Russia crescere di quasi sette volte in volume – da circa 1,46 milioni di litri a oltre 10 – rispetto al periodo gennaio-febbraio 2009. In termini di valore, le esportazioni sono cresciute da 4,25 a 7,54 milioni di euro, un incremento del 77% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente.

Come precedentemente accennato, la negativa congiuntura economica ha profondamente mutato le tendenze di consumo nel mercato russo, tendenze che gli operatori italiani si sono mostrati in grado di intercettare e soddisfare. Non a caso, sono considerevolmente aumentate le esportazioni italiane di vini in confezioni di oltre 2 litri, passate da 22.740 litri del primo bimestre 2009 – per un valore di 33.900 euro – a quasi 6,8 milioni di litri e 1,81 milioni di euro nel medesimo periodo del 2010. A fronte di questo incremento, si registra la contrazione delle esportazioni di vini in confezione inferiore a 2 litri che, pur aumentando del 17,5% in volume a 1,37 milioni di litri, perdono il 32% in termini di valore rispetto ai primi due mesi del 2009, attestandosi a 2,29 milioni di euro.

Discorso a parte va fatto per i vini spumanti, che non hanno risentito della difficile congiuntura economica dando seguito al trend di crescita registrato negli ultimi anni con un aumento di quasi il 600% sui volumi, arrivati nel primo bimestre 2010 a 1,88 milioni di litri, e del 302% in valore, a 3,44 milioni di euro.

I dati precedentemente illustrati evidenziano come a soffrire maggiormente gli effetti della crisi siano stati i vini imbottigliati dal maggior prezzo unitario, per lo più destinati all’alta ristorazione, che in Russia hanno sempre rappresentato per il vino italiano il principale canale di distribuzione. Di contro, aumentano le opportunità per i vini meno costosi e gli sfusi, in grado di soddisfare la voglia di vino italiano dei consumatori russi, ma a prezzo contenuto.

Premesso che in futuro la Russia tornerà indubbiamente ad essere un mercato estremamente interessante per i vini di alta gamma, la tendenza in atto non è da sottovalutare, soprattutto perché dimostra un aumentato interesse delle fasce meno abbienti della popolazione – che sono evidentemente le più numerose – nei confronti del vino, e del vino italiano in particolare.

L’ampliamento del numero di consumatori al di fuori del canale Ho.Re.Ca è sicuramente un’opportunità che gli operatori nazionali non stanno sottovalutando, dal momento che l’offerta del vigneto Italia è in grado di soddisfare qualsiasi esigenza di acquisto con vini qu
alitativamente validi. D’altronde il mercato russo è destinato a diventare uno dei più importanti del mondo, l’elasticità dimostrata dai nostri produttori nell’adattare la propria offerta va quindi letta positivamente.

 

da diariodelweb.it

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