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MedOliva 2010 ad Arezzo

Su una cosa, nel mondo dell’olivicoltura, sono tutti d’accordo: la tecnica e la tecnologia made in Italy non hanno rivali nel mondo. I nostri macchinari sono un passo avanti rispetto agli altri e rappresentano un punto di arrivo per i produttori di tutti i continenti.


Le aziende più importanti del settore sono state presenti in massa a MedOliva, manifestazione organizzata dalla Provincia di Arezzo, con la partecipazione della locale Camera di Commercio e la collaborazione della Regione Toscana, del Ministero Politiche Agricole e Forestali e delle categorie economiche presso Arezzo Fiere e Convegni, svoltasi tra venerdì 14 e lunedì 17 maggio.
Appuntamento impedibile per addetti ai lavori e semplici appassionati. Macchine per la raccolta, per l’estrazione, per la gramolazione, praticamente il meglio al mondo che si possa trovare nel settore.

Il frantoio del futuro? Sarà a impatto zero, rispetterà l’ambiente, studierà soluzioni personalizzate per ottenere il meglio in fase di lavorazione dalle olive a disposizione, garantendo il mantenimento delle differenze tra una cultivar e l’altra. Ovviamente la tecnologia dovrà cercare di offrire ai produttori anche un buon equilibrio tra costi e ricavi. Ed è questo uno degli aspetti più delicati tra i tanto che verranno affrontati nei quattro giorni aretini. Perché, a fronte di un impegno sempre maggiore da parte dei produttori e di una ricerca sempre più capillare da parte di chi propone macchinari, non sempre la risposta del consumatore sembra essere all’altezza delle aspettative.

Nel mondo ogni anno si consumano circa 100 milioni di tonnellate di oli e grassi alimentari ma solo il 3% è costituito da olio di oliva. Altro dato che deve indurci a una riflessione: il»costo di estrazione» in frantoio può variare dai 2 euro per kg di olio di un impianto aziendale allo 0.1 euro per kg di olio per un impianto industriale.
In sintesi risulta evidente come un piccolo produttore che punta tutto sulla qualità del proprio extravergine fa fatica a sopravvivere se il mercato non comprende il valore del suo olio. Solo un processo di comunicazione forte e continuato nel tempo potrà ovviare a questo problema che rischia di portare alla chiusura di moltissime aziende e all’espianto di tanti uliveti. Il consumatore deve essere informato e imparare a riconoscere un extravergine buono, approfondirne le qualità e i modi migliori per utilizzarlo.

Anche per questo appuntamenti come MedOliva rappresentano dei momenti fondamentali per chi crede nella qualità e in un mondo non globalizzato dove la differenza rappresenta un plus irrinunciabile.

 

da Diariodelweb.it

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