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Torna la mucca pazza, con un nuovo caso negli Stati Uniti. Nel frattempo uno studio Telethon condotto all' Istituto Mario Negri di Milano ha evidenziato per la prima volta il funzionamento del meccanismo tossico dei prioni, le proteine patogene responsabili della malattia. Mentre la Commissione europea rassicura i consumatori e non prende alcuna misura cautelativa rispetto alle importazioni i carne dagli Usa.

È un periodo drammatico per i pescatori italiani. Con il mar Mediterraneo che si sta sterilizzando, con le leggi – a partire dalla bozza Tremonti – sempre più severe nel limitare la pesca, il caro gasolio, l'introduzione dell' Iva al 10% sul gasolio dei pescherecci, le polemiche sul novellame, i danni al comparto ittico derivanti dalla liberalizzazione del commercio con il Marocco, i continui sequestri e sanzioni (sia pure in diminuzione negli ultimi mesi), e le vendite di pesce che sono in calo. Nel frattempo un nuovo rapporto di Nef e Ocean 2012 parla chiaro: il fish dependence day – cioè il giorno in cui inizia la dipendenza di un Paese dal pesce di importazione – si è spostato quest'anno dal 30 aprile al 21 aprile. Cioè va sempre peggio.

È nata il 26 marzo in Cina la pecora Peng Peng, una pecora clonata low cost le cui carni attraverso modificazione genetica sono state "migliorate" rendendole ricche di Omega 3, gli acidi grassi insaturi fondamentali per la protezione del cuore. Una notizia che riapre il dibattito su clonazione e ogm. Ma per il momento i dati Eurobarometro parlano chiaro: il 77% dei cittadini europei è totalmente contrario alla clonazione animale a fini alimentari.

Dal 7 al 10 maggio è di scena a Parma Cibus 2012, 16° edizione del Salone Internazionale dell’alimentare italiano. Una fiera dell'agroalimentare con 120.000 mq di quartiere fieristico, circa 2.300 aziende espositrici e con buyers provenienti da tutto il mondo. Obiettivo: l'ulteriore espansione dell'agroalimentare Made in Italy sui mercati esteri, dopo un 2011 che ha segnato un export alimentare da record storico a 30 miliardi (ma con una continua contrazione dei consumi interni). Nel 2011 l’export dell’industria alimentare è cresciuto del 10,3% nonostante la crisi, e le previsioni per il 2012 sono buone. La bilancia commerciale dei prodotti tipici del made in Italy agroalimentare ha al momento un saldo positivo di 7 miliardi di Euro.

Oggi in Europa è possibile piantare un vigneto soltanto acquistando (in genere a caro prezzo) il diritto di farlo da un produttore vinicolo che ha scelto di vendere i diritti sui suoi vigneti. Il Consiglio dei Ministri dell'Ue nel 2007 ha però deciso per l'abolizione dei diritti d'impianto sui vigneti, inserendola nella riforma della Pac che dovrebbe entrare in vigore entro il 2015-2016 (l'abolizione dei diritti di impianto sui vigneti sarebbe operativa a partire dal primo gennaio 2016). Ma la liberalizzazione dei vigneti ha incontato la dura opposizione di diversi Stati membri, con l'Italia in prima fila nel difendere lo status quo. La battaglia è ancora aperta, e tutto si deciderà nell'ambito del "Gruppo di alto livello sul vino", una commissione specifica che si è insediata a Bruxelles a inizio 2012 e che ha il compito di consegnare al Commissario europeo Dacian Ciolos entro la fine dell'anno le linee guida e le raccomandazioni in vista delle imminenti modifiche dell'organizzazione del mercato vinicolo in Europa.

Inizia bene il 2012 per la pasta, che cresce nelle vendite del 4,7%, segnando un incremento sia sul mercato interno che nell'export. L'Italia si conferma al tempo stesso il primo Paese produttore e il Primo paese consumatore di pastasciutta al mondo. Intanto Coldiretti, con Coop e Legacoop Agroalimentare, lancia la prima pasta al 100% italiana dal campo alla tavola.

 

Già i dati Istat di gennaio e febbraio su inflazione e spesa alimentare erano pessimi. In questi giorni sono stati diffusi i dati ufficiali per il mese di marzo, che segnalano un ulteriore aumento dei prezzi dei generi alimentari. Secondo i dati del Codacons, se questa tendenza continua (e al momento nulla fa sperare nel contraio...), l'aumento della spesa alimentare per gli italiani dovrebbe attestarsi oltre i 600 euro su base annua.

Al di là di tutte le possibili analisi, c'è un dato quanto mai esplicito e inequivocabile sulla crisi dell'agroalimentare italiano: nel 2011 in Italia hanno chiuso oltre 50.000 aziende agricole, su un totale di circa 829.000 imprese iscritte al registro delle Camere di Commercio. In pratica oltre il 6% delle aziende agricole italiane hanno chiuso i battenti nell'ultimo anno. E la Coldiretti – che ha lanciato l'allarme – è tutt'altro che ottimista per il 2012. Che è iniziato malissimo.

Dopo il caso della Coca Cola cancerogena, è scoppiato negli Stati Uniti un nuovo scandalo alimentare: quello del Pink slime, la "melma rosa". Una poltiglia a bassissimo costo che si ottiene dagli scarti di lavorazione delle carni bovine, viene trattata con ammoniaca, poi viene aggiunta alla carne macinata che è venduta normalmente nei supermercati e nei ristoranti, con lo scopo di aumentarne peso e volume risparmiando soldi. Con serie perplessità in materia di sicurezza alimentare dei consumatori.

I vini italiani, dal punto di vista dell'export, stando andando benissimo. Sono i vini più bevuti nel mondo e hanno segnato nel 2011 il dato record i 4,4 miliardi di euro di esportazioni (aumento del 13% rispetto al 2010). Il problema sono i consumi interni, che sono in continuo calo e che sono praticamente dimezzati negli ultimi dieci anni. Non perché gli italiani bevono meno, ma perché bevono altro e bevono peggio.

L'Unione europea ha riconosciuto la Cinta senese come Dop, con pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea datata 13 marzo 2012. Dato che l'entrata in vigore in questi casi è fissata dopo 20 giorni, la celebre carne toscana è ufficialmente un prodotto a Denominazione di origine protetta a partire dal 2 aprile. Un'ottima notizia per l'agroalimentare italiano, che aumenta ulteriormente le sue eccellenze toccando quota 241 denominazioni riconosciute a livello europeo.

Tra i prodotti alimentari venduti in Italia come "italiani" non è mai chiaro che cosa davvero è italiano e che cosa è di provenienza estera e viene ingannevolmente spacciato per Made in Italy. Ma c'è una buona notizia per i paladini dei diritti dei consumatori: il tribunale di Nocera Inferiore (Salerno) ha emesso la prima sentenza di condanna per il reato di vendita di prodotti industriali con segni mendaci. L'imprnditore condannato commercializzava come italiano un concentrato di pomodoro che era in realtà importato dalla Cina.

Nel Paese leader europeo delle agromafie e delle truffe alimentari, un Paese – l'Italia – dove si è arrivati addirittura a finanziare con soldi pubblici il falso Made in Italy, e dove tre prosciutti su quattro spacciati per italiani in realtà sono di provenienza straniera (e un discorso analogo vale per olio, olive, latte, formaggi, funghi, pesce), naturalmente le festività pasquali non fanno eccezione. Con 3.000 kg di prodotti alimentari sequestrati e con almeno metà della carne di agnello che è venduta come italiana ma è in realtà di importazione.

L'Italia si conferma anche per il 2012 il primo produttore europeo di tabacco. E il settore mostra una relativa tenuta di fronte alla crisi. I dati del 15° Rapporto Nomisma “La filiera del Tabacco in Italia", presentati a Roma nella sede dell'Azienda Romana Mercati alla presenza del ministro delle Politiche agricole Mario Catania, sono positivi. Ma ci sono due gravissime incognite: il crescente peso fiscale sulle sigarette e le norme decisamente sfavorevoli previste dalla nuova Pac (Politica agricola comune).

La nuova grande frontiera dell'agroalimentare italiano è costituita dai giganteschi mercati asiatici emergenti, soprattutto India e Cina. Il 2011 è stato un anno da record per l'export di cibi e bevande italiane in Cina, con lo sbarco della birra Menabrea a Hong Kong e con un +30% rispetto al 2010 (totale 248 milioni di euro, con l'exloit clamoroso dello spumante a +235%). Ma non c'è solo l'export. Un altro grande obiettivo è attirare il più possibile i nuovi grandi ricchi asiatici in Italia come turisti enogastronomici. Una buona notizia, e un primo passo su questa strada, arriva dall'India, dove la Lonely Planet Magazine ha inserito l'Italia, per la prima volta nell'edizione 2012, come "Best destination for food and drink".

L'export agroalimentare italiano, in generale, è in crescita. Con il record storico di 30 miliardi di fatturato per il 2011. In particolare volano le esportazioni di formaggi ed è in continua crescita l'export dei grandi vini italiani (qui la classifica di Wine Spectator), che sono ad oggi i vini più bevuti nel mondo e che hanno appena concluso un 2011 eccezionale (con l'export che ha ormai superato i consumi interni). A trainare questa tendenza sono ovviamente il mercato americano e quello europeo. Ma anche il mercato cinese sta diventando sempre più interessante, soprattutto per vini e spumanti.

I carabinieri dei Nas di Parma hanno sequestrato in un prosciuttificio di Modena oltre 90.000 prosciutti crudi "italiani" (valore 2,5 milioni di euro). In realtà prosciutti di provenienza estera del tutto privi privi della bollatura sanitaria prevista dalla normativa comunitaria per consentirne la tracciabilità. Un'operazione che fa tornare alla ribalta della cronaca in problema del falso Made in Italy agroalimentare, con la Coldiretti che dà i numeri: tre prosciutti su quattro venduti in Italia in realtà sono di provenienza straniera.

Il comparto vitivinicolo italiano sta mostrando una relativa tenuta di fronte alla crisi, ed è in continua crescita sul fronte dell'export. Il 2011 è stato per i vini italiani un anno da record per le esportazioni, che hanno ormai superato i consumi interni. Restano però delle difficoltà enormi per il peso spropositato della burocrazia sul settore. Il Vinitaly, dove i nostri vini sono stati ampiamente celebrati nell'ambito di OperaWine, è stata anche l'occasione per fare il punto della situazione sul problema della semplificazione in vigna. Vediamo quali sono i problemi e quali sono le ricette salva Doc secondo le proposte di Coldiretti.

Imu. Lo scontro tra agricoltori e ministero delle Finanze

 

Quanto pesano le nuove tasse sul settore agroalimentare italiano? Molto. Prima è stata la volta della Super Iva tremontiana al 21%, che ha pesato soltanto sul settore vinicolo per oltre 33 milioni di euro. Poi è arrivato l' aumento del 2% sulle aliquote Iva del 10 e del 21%, che entrerà in vigore a partire dal primo ottobre 2012 e che secondo Coldiretti costerà agli italiani oltre un miliardo soltanto per le spese alimentari (con rincari previsti anche per carne, pesce e latte). Nel frattempo, dal primo gennaio 2012, è arrivata l'Imu, la nuova patrimoniale che non ha colpito soltanto le nostre case. È stata anche una batosta pesantissima per il settore agricolo, con i costi di stalle, terreni e fabbricati rurali che stanno crescendo a dimisura. Un impatto che – secondo Coldiretti, Cia e Confagricoltura – il Ministero delle Finanze continua a sottostimare.

Olio: nuove proposte di legge più restrittive sulle etichette. Ma i ristoranti di Camera e Senato non rispettano neanche le vecchie norme

La storia dell'olio d'oliva italiano è una storia fatta di continue truffe e frodi ai danni dei consumatori. E soprattutto è una storia attraversata dall'immancabile tendenza a vendere olio di provenienza straniera spacciandolo per italiano. Ora sono in arrivo nuove proposte di legge per la trasparenza delle informazioni in etichetta e per contrastare i marchi ingannevoli. Peccato solo che nel frattempo i ristoranti di Camera e Senato contiuino a non rispettare nemmeno le norme attuali...

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