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Estate 2016. 12 miliardi di spesa turistica per cibi e bevande

L’estate 2016 sancisce il primato della spesa alimentare tra le diverse voci di spesa turistica: 12 miliardi spesi per cibi e bevande durante le vacanze, cifra pari a un terzo del totale.

I dati sono stati diffusi dalla Coldiretti a ottobre 2016 e confermano il trend positivo del 2015, che avevamo già analizzato qui su Universofood: la prima voce di spesa turistica in Italia è il food. E l’estate 2016 segna un ulteriore – significativo – incremento. Secondo i dati diffusi dalla Coldiretti ammonta a 12 miliardi il budget destinato a cibi e bevande dai turisti (italiani e stranieri) in vacanza estiva sul territorio nazionale. Una cifra pari a un terzo (32%) dell’intero budget destinato alle vacanze estive, che rende i prodotti alimentari la prima voce di spesa durante le vacanze, davanti all’alloggio e davanti alle spese per il viaggio e per i trasporti.

Nei 12 miliardi spesi per cibi e bevande sono compresi i pasti in ristoranti, pizzerie, trattorie e agriturismi, e l’acquisto di prodotti tipici dell’enogastronomia. Riguardo ai pasti nei ristoranti i dati della Coldiretti segnalano per l’estate 2016 un’inversione di tendenze positiva: il 64% degli italiani ha frequentato più volte ristoranti e trattorie nei mesi estivi, con un aumento del 13% rispetto all’estate del 2015. E il 70% degli italiani, durante le vacanze estive 2016, ha visitato o frequentato sagre, mercati degli agricoltori, agriturismi, aziende agricole, cantine, frantoi o malghe, per degustare e acquistare prodotti del territorio.

Quello che interessa è soprattutto la qualità e a tipicità del prodotto Made in Italy, e anche tra gli italiani in vacanza in Italia ben il 74% cerca e chiede prodotti tipici del luogo. In un contesto – quello italiano – che ha ha la leadership mondiale nel turismo enogastronomico, con 283 specialità Dop/Igp e 415 vini Doc/Docg ad oggi censite a livello comunitario, e quasi 50.000 aziende agricole biologiche. A questo proposito il Presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo ha spiegato: “occorre lavorare per garantire l’originalità dell’offerta enogastronomica che rappresenta un valore aggiunto inestimabile dal punto di vista storico, culturale e soprattutto turistico, ma che purtroppo rischia di essere compromessa sotto la pressione dell’omologazione. I turisti italiani e stranieri si aspettano di mangiare prodotti della tradizione locale, che sono la vera forza della vacanza Made in Italy, conquistata con la distintività, la biodiversità e il legame con il territorio”.

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