Food

Salumi italiani. Export cresciuto del 6% nell'ultimo anno

Sono stati presentati da Assica nell’ambito di Tuttofood 2015 (Milano, 3-6 maggio) i dati definitivi e completi sull’export dei salumi italiani nel 2014. Rispetto al 2013 la crescita delle esportazioni è del 6,3% a valore e del 4,7% a quantità.

 

Secondo i dati diffusi da Assica il 2014 è stato un anno positivo – sul fronte dell’export – per il comparto dei salumi. Complessivamente nel 2014 sono state esportate 148.830 tonnellate di salumi italiani per un fatturato di 1,260 miliardi di euro. Rispetto al 2013 la crescita è del 4,7% in quantità e del 6,3% in valore. Il comparto dei salumi cresce dunque sul fronte delle esportazioni a un ritmo più sostenuto rispetto all’industria alimentare italiana nel suo complesso (+3,5% nell’export 2014 rispetto al 2013), e rispetto al dato globale delle esportazioni dall’Italia (+2% nel 2014 rispetto al 2013).

 

Nel dettaglio, per Paesi e aree geografiche: in Europa (area Ue) l’export dei salumi italiani nel 2014 segna un +4,2% in quantità (118.780 tonnellate) e un +5,9% in valore (975,9 milioni di euro); in Germania (il più mercato di sbocco per i nostri salumi) si registra soltanto un +1,3% in quantità (31.200 tonnellate) e un +1,2% in valore (280 mln di euro), dunque una crescita ma inferiore alla crescita complessiva del comparto; in Francia c’è un calo dal punto di vista della quantità esportata (-3%, per un totale di 25.240 tonnellate) ma una crescita dell’1,1% in valore (213,6 milioni), con un calo per i prosciutti crudi stagionati con osso, le mortadelle e gli insaccati cotti e una crescita per i prosciutti crudi stagionati senza osso, i prosciutti cotti e la bresaola; nel Regno Unito l’incremento delle esportazioni di salumi italiani registra numeri importanti, con un +8,6% in quantità (13.460 tonnellate) e un +10,7% in valore (141,9 mln di euro); vanno molto bene le esportazioni anche in Austria (+10,8% per un totale di oltre 10.210 tonnellate e +8,4% per un totale di 72,3 mln di euro), in Croazia (+7,5% in quantità per un totale di 6.160 tonnellate e +20,2% in valore per un totale di 19,5 mln di euro), in Svezia (+7,6% in quantità e +8% in valore), in Norvegia (+12,9% in quantità e +7,3% in valore), in Spagna (+11% per un totale di 4.510 tonnellate e +12,8% per un totale di 20,3 mln di euro), nei Paesi Bassi (addirittura +34,1% in quantità e +33,4% in valore) e in Slovenia (+24,5% in quantità e +37,5% in valore), mentre in Belgio i numeri rimangono sostanzialmente stabili (-0,1% in quantità per un totale di 6.630 tonnellate e +2% in valore per un totale di 72,1 mln di euro), in Grecia si registra un aumento del 3,9% in quantità e del 3,2% in valore, in Bosnia Erzegovina c’è un crollo (-6,3% in quantità e –11,3% in valore) e in Svizzera c’è una crescita dell’1,8% in quantità (oltre 4.750 tonnellate) e del 3,5% in valore (71,6 milioni di euro); negli Stati Uniti le esportazioni di salumi italiani segnano nel 2014 una performance brillante, con un aumento del 16,4% in quantità (7.365 tonnellate) e del 18% in valore (86,8 milioni di euro); sono ottimi infine i numeri in Canada (+20,2% in quantità e +18% in valore), in Giappone (+27,4% in quantità e +17,8% in valore) e nella Repubblica Sudafricana (+13,2% in quantità e +17,8% in valore), e c’è una crescita significativa anche in Brasile (+6,1% e +8,1%) e in Libano (+5,1% in quantità e +3,7% in valore), mentre le spedizioni verso Hong Kong scendono in quantità (-2,7%) ma aumentano in valore (+8,6%); per quanto riguarda la Russia, essendoci stato l’embargo, il dato è ovviamente pesantemente negativo, con un –42,7% in quantità per un totale di circa 1.000 tonnellate e un –32,1% in valore per un totale di 12,7 milioni di euro).

Nel dettaglio, per tipologia di salumi: le esportazioni di prosciutti crudi stagionati, coppe, culatelli e speck segnano nel 2014 (rispetto al 2013) un +5,7 %in quantità per un totale di oltre 62.630 tonnellate e un +8,7% in valore per un totale 658,6 milioni di euro, con una crescita dei prodotti senza osso e un calo dei prodotti in osso; la mortadella e i wurstel crescono nell’export del 6,2% in quantità (33.560 tonnellate) e del 7,2% in valore (120,1 milioni di euro); i salami crescono del 2,2% in quantità (25.485 tonnellate) e del 2,8 in valore (253,5 milioni); i prosciutti cotti segnano un +4,3% in quantità per un totale di 14.110 tonnellate e un +6,4% in valore per un totale di 98,2 milioni di euro; la pancetta stagionata segna un ottimo +14,9% in quantità (4.380 tonnellate) e un +12,4% in valore ( 33,2 milioni di euro); le esportazioni di bresaola scendono dello 0,4% in quantità (2.945 tonnellate) e dell’1,6% in valore ( 52,9 milioni di euro).

Questo il commento del Presidente di Assica Nicola Levoni: “dal 2008, nonostante gli effetti che la crisi economica ha avuto sull’economia reale e sui consumi, l’export di salumi ha sempre mostrato trend di crescita, rappresentando spesso la principale forza trainante del settore. L’obiettivo dell’industria alimentare da qui al 2020 è quello di portare il valore delle esportazioni a quota 50 miliardi, così come previsto dal piano strategico del governo. È questo un impegno che condividiamo con il resto dell’industria alimentare e che il nostro settore – uno dei più rappresentativi del Made in Italy alimentare- intende perseguire con tutte le proprie forze. Il nostro settore è ancora molto penalizzato dalle barriere non tariffarie. Assica si sta adoperando molto al fianco delle Istituzioni Italiane e comunitarie per aprire nuovi mercati a tutti i prodotti della salumeria e alla carne suina. In particolare sono molto attivi i canali con la Cina e gli Stati Uniti, Paesi nei quali recentemente abbiamo anche partecipato a Missioni del Governo. Ma forti del lavoro svolto fin qui, guardiamo al futuro con ottimismo, sicuri che molti altri risultati arriveranno anche grazie all’attuazione del Piano Straordinario del Governo. Poter contare sul sistema Paese per noi è fondamentale, i risultati di quest’anno ne sono la prova evidente. Senza le penalizzazioni del 100% reinspection USA e l’embargo russo, solo per citare quelle più note, la crescita sarebbe stata ancora più solida e ampia”.

(Luigi Torriani)

One comment

  1. 1

    Salve
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