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Pasqua e Crisi. I primi dati Fipe sul pranzo pasquale nei ristoranti

Non si ferma la caduta dei consumi in Italia. I primi dati diffusi dalla Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) sulla clientela e sull’incasso pasquale dei ristoranti fotografano una situazione sempre più critica, con un ulteriore peggioramento rispetto al 2012.

 

I dati sono stati pubblicati dalla Fipe, e sono stime basate su un campione di 57.550 ristoranti italiani. Le festività pasquali, peraltro, sono state affrontate fin da subito con pessimismo (o realismo?) dai ristoratori italiani, che per il 55,4% si aspettavano una Pasqua inferiore rispetto alla Pasqua 2012 sia in termini di clientela sia in termini di fatturato (il 38,5% si aspettava invece una Pasqua sullo stesso livello di clientela e incassi rispetto a quella del 2012, mentre il 6,2% dei ristoratori si aspettava una Pasqua migliore della precedente). E le attese sono negative anche per il Lunedì dell’Angelo o Pasquetta, stimato già a priori dal 57,7% dei ristoratori come inferiore alla Pasquetta 2012, mentre solo il 3% dei ristoratori italiani si aspettava una Pasquetta superiore a quella dello scorso anno.

 

Sul fronte dell’offerta, nonostante queste previsioni negative, i ristoratori hanno scelto nella maggior parte dei casi (sette ristoranti su dieci) di puntare anche quest’anno su un menù fisso legato alla tradizione (in particolare: l’agnello come secondo piatto e la colomba guarnita con gelato o cioccolata come dessert) con un prezzo medio di 40 euro (uguale al prezzo medio dell’anno scorso). Anche a Pasquetta il menù d’occasione tutto compreso è stata l’opzione della gran parte dei ristoratori (il 74%), con un prezzo medio di 39 euro. Mentre a Pasqua la clientela è composta quasi totalmente da famiglie e turisti, a Pasquetta il profilo della clientela presenta anche una buona fetta composta dai gruppi di amici (30,4%), con una forte prevalenza dei giovani (63%).

 

Dal punto dei vista dei numeri (clientela e incasso), i primi dati di Fipe sono i seguenti: i clienti dei pranzi di Pasqua e Pasquetta 2013 al ristorante sono 6 milioni 495mila, per una spesa complessiva di 257,8 milioni di euro, con una flessione – rispetto a Pasqua e Pasquetta 2012 – del 2,1% per la clientela (che nel 2012 era stata di 6 milioni e 635.000) e del 3,7% per la spesa (che nel 2012 era stata di 267,8 milioni); Pasqua 2013 scende del 2,8% come clientela rispetto a Pasqua 2012 (da 4 milioni 140.000 a 4 milioni 25.000), e scende del 4,3% in termini di spesa (da 169,3 milioni a 162 milioni); Pasquetta 2013 scende – rispetto alla Pasquetta 2012 – dell’1% in termini di clientela (da 2 milioni 495.000 a 2.470.000) e del 2,7% in termini di spesa (da 98,5 milioni a 95,8 milioni); negli ultimi quattro anni (cioè nel 2013 rispetto al 2009) il numero dei clienti dei ristoranti nelle festività pasquali è diminuito di 390.000 unità (-5,7%). Nel frattempo, nonostante sconti fino al 30%, le vendite in negozi e supermercati dei dolci pasquali (uova di cioccolata, colombe industriali) sono scese del 12% in quantità (dato Coldiretti).

 

Questo il commento, sintetico e inequivocabile, del presidente di Fipe Lino Stoppani: “siamo ancora in piena tempesta e non riusciamo a vedere la luce. Attendiamo con ansia il Piano nazionale del turismo e soprattutto un Governo che sappia impostare una buona politica turistica per il nostro Paese“.

 

(Luigi Torriani)

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