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Natale in campagna. Agriturismi in controtendenza rispetto alla crisi

Il Natale 2012 è un Natale decisamente low cost, per i redditi in calo e il potere d’acquisto in picchiata a causa della Crisi e certamente anche per l’Imu e per le pesanti scadenze fiscali di fine anno. Ma crescono, del tutto in controtendenza rispetto all’andamento generale, le vacanze in agriturismo.


Dalla recente indagine Deloitte sui consumi natalizi 2012 emerge un quadro tutt’altro che confortante, con le spese natalizie degli italiani a -3,7% rispetto al Natale 2011 (che peraltro già segnava un -2,3% rispetto al Natale 2010). E a patire nel 2012 un vero e proprio crollo sono in particolare le strutture ricettive (alberghi e ristoranti), partite con un pessimo Capodanno seguito da un’estate tragica. A proposito del turismo italiano e dei dati sull’andamento di hotel e ristoranti nel 2012, di recente il Presidente della Fipe (Federazione Italiana Pubblici Esercizi) Lino Stoppani ha parlato di una situazione che “ci riporta ai flussi turistici e ai modelli di vacanza degli anni ’70”. Nel frattempo sono arrivati anche i dati sulle vacanze natalizie 2012, che segnano un -4% di partenze degli italiani rispetto al Natale 2011.


A salvarsi sono solo gli agriturismi (che in Italia sono 20.413, per un totale di 210.747 posti letto e 385.075 coperti a tavola). Secondo le stime di Turismo Verde sono circa 500.000 gli italiani che scelgono un agriturismo per un breve soggiorno di fine anno o per il pranzo natalizio o il Cenone di fine anno, con un aumento del 2,3% rispetto alle festività natalizie e di fine anno del 2011.


Numeri assolutamente in controtendenza che rivelano la volontà dei consumatori di cavarsela con rezzi relativamente contenuti ma mantenendo una qualità e una salubrità dei prodotti. Una tendenza “salutista” e ecologica che risulta evidente anche nella travolgente crescita del biologico negli ultimi anni. Mentre dai dati generali risulta che tra il 2008 e il 2012 gli italiani hanno diminuito il budget destinato alla spesa alimentare di 11 miliardi di euro al netto della dinamica dei prezzi (e con un ulteriore peggioramento nel 2012, a parte l’export che continua a crescere), nel frattempo il biologico (e anche gli acquisti diretti dal produttore e i Gas) ha vissuto un 2011 con numeri da record, con un ulteriore incremento delle vendite nel 2012 (e tutto questo nonostante una serie di scandali del biologico che si sono moltiplicati nell’ultimo anno ma che evidentemente non hanno intaccato l’immagine e la credibilità del settore).


(Luigi Torriani)

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