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La spesa alimentare milanese in tempo di crisi. Lo studio

“Esiste un rapporto inversamente proporzionale tra il benessere e l’incidenza della spesa alimentare sul reddito disponibile” –

spiega Luca Pesenti, Direttore di ORES, Osservatorio Regionale sull’Esclusione Sociale in Lombardia, presentando il progetto di ricerca nato dalla partnership ORES– NIELSEN. “ll trend dei consumi alimentari nell’ambito della grande distribuzione è il primo segnale della presenza di incertezza economica della famiglia. Dai dati ufficiali -continua Pesenti – emerge che le famiglie in condizione di povertà dedicano alla spesa alimentare una percentuale delle risorse a loro disposizione che supera di circa 5 punti percentuali l’equivalente spesa delle famiglie non povere, a scapito di altre voci di spesa ritenute meno prioritarie.”

Nell’ambito dell’accordo ORES-NIELSEN, l’Osservatorio Regionale per l’Esclusione Sociale ha individuato 5 indicatori economici al fine di determinare, a partire dai dati aggregati macroeconomici, l’impatto delle possibili difficoltà economiche nelle famiglie lombarde sulla spesa alimentare. Il cibo, infatti, è considerato il bisogno di base per eccellenza.

La ricerca ORES-NIELSEN dà una lettura tendenziale dei singoli indicatori rispetto al periodo pre-crisi (I trimestre 2008) e una congiunturale (I trimestre 2010 su IV trimestre 2009).

I cinque indicatori sono caratterizzati da tempestività, replicabilità a cadenza periodica e precisione d’analisi sull’oggetto. Il periodo di riferimento preso in considerazione è il I trimestre 2010.

1° indicatore: capacità d’acquisto (spesa pro-capite al netto delle variazioni di prezzo). Chiave di lettura: l’aumento (o la riduzione) dell’indicatore indica un miglioramento (o peggioramento) del tenore di vita medio.
La spesa pro-capite trimestrale per acquisti di generi alimentari in Lombardia è di 192,5 euro, nel Nord di 164,5 euro, in Italia di 128,7 euro. Milano città fa registrare il dato più alto (256 euro, pari al 33% in più della spesa media lombarda e a quasi il doppio rispetto a quella italiana media).

Rispetto al periodo pre-crisi (I trimestre 2008) e al IV trimestre 2009, si registra nel I trimestre 2010 una crescita sia della spesa pro-capite complessiva, sia di quella alimentare. Fatto 100 il I trimestre 2008, la spesa complessiva è così variata nel periodo di riferimento: 103,1 Lombardia, 103,4 Nord, 102 Italia. La sola spesa alimentare ha registrato i seguenti valori: Lombardia 103,6, Nord 103,7, Italia 102,3.

2° indicatore: grado di priorità nelle scelte d’acquisto (incidenza della spesa alimentare sulla spesa complessiva per gli acquisti solitamente fatti in ipermercati e supermercati). Chiave di lettura: l’aumento dell’indicatore indica un aumento della propensione verso il prioritario (il cibo) nelle scelte d’acquisto.
L’incidenza della spesa alimentare su quella complessiva (alimentare, cura della casa, cura della persona), nel I trimestre 2010,  è del 79,6% in Lombardia e dell’80,5% a Milano città. Prendendo come base di raffronto il periodo pre-crisi, nel I trimestre 2010, nella grande distribuzione si registra un diffuso aumento dell’incidenza della spesa alimentare su quella complessiva (+0,7% in Lombardia, + 0,6 % nel Nord e in tutta Italia), segnale che l’orientamento delle famiglie è tendenzialmente indirizzato più all’acquisto di beni essenziali che al superfluo.
Rispetto al IV trimestre 2009, invece, nel periodo di riferimento, la crescita dell’incidenza  della spesa alimentare si attenua lievemente (+0,5% in Lombardia, come nel Nord, nel resto d’Italia e a Milano città).

3° indicatore: ricorso alle promozioni per i generi alimentari (incidenza della spesa alimentare acquistata in promozione). Chiave di lettura: l’aumento del peso della spesa alimentare in promozione, se accompagnato da una riduzione della spesa alimentare pro-capite non in promozione, indica l’aumento delle difficoltà economiche o della cautela delle famiglie
Nel I trimestre 2010 oltre un quinto della spesa alimentare lombarda (pari al 22,4%, a Milano città del 22,3%) è acquistata in promozione (Italia 21,8%, Nord 21%). Il ricorso alle offerte promozionali nel I trimestre 2010 rispetto al periodo pre-crisi, in Lombardia, è aumentato del 2,3% (Nord + 2,2%, Italia +2,8%, Milano città + 2%).
Il segnale d’allerta più significativo è costituito dall’aumento (+1,4%) registrato in Lombardia sulla spesa per generi alimentari scontati oltre il 40%) In particolare, Milano città, per le promozioni oltre il 40%, fa registrare nel I trimestre 2010 un aumento dello 1,3% rispetto al periodo pre-crisi.
Tuttavia, nell’ultimo trimestre, in Lombardia è stato rilevato un calo della propensione verso la spesa in promozione rispetto al IV trimestre 2009 (-0,2 punti percentuali, Milano città – 0,4%), in controtendenza con quanto osservato, invece, nel Nord (+0,1%) e nel resto d’Italia (+0,2%).

4° indicatore orientamento tra le fasce di prezzo (distribuzione della spesa nelle possibili fasce di prezzo). Chiave di lettura: l’aumento della propensione verso il “primo prezzo” indica l’aumento dell’incertezza economica delle famiglie
La percentuale di spesa per prodotti con un prezzo inferiore al prezzo medio, in Lombardia nel I trimestre 2010 è del 44,2%. Se si considerano 3 fasce di prezzo, alta / centrale / bassa, nel I trimestre 2010 si registra la seguente distribuzione della spesa: fascia alta 38,7%, fascia media 35,2%, fascia bassa 26%.
Lo studio ha sintetizzato l’orientamento tra le fasce di prezzo in un unico indice. L’andamento di tale indicatore rivela, tra il I trimestre 2010 e il IV trimestre 2009, un lieve riequilibrio della spesa tra le diverse fasce dei prodotti.

5° indicatore: vendite di prodotti “sensore d’allerta”:
· Happy House (prodotti per il recupero della dimensione domestica come prima colazione, aperitivi, patatine, ingredienti per preparare in casa torte, focacce ecc.)
· My Chef (prodotti ad alto contenuto di servizio come cibi pronti e surgelati IV gamma),
Chiave di lettura: l’aumento dell’incidenza della spesa per l’Happy House e la riduzione del My Chef indicano l’aumento delle azioni di risparmio delle famiglie.
L’Happy House in Lombardia risulta in crescita dello 0,6% rispetto al periodo pre-crisi (Milano città in testa con + 0,8%). Rispetto al IV trimestre 2009, nella regione, l’ Happy House è cresciuto dello 0,3%, nel Nord dello 0,2% , in Italia dello 0,3%, a Milano dello 0,3%. Nel I trimestre 2010 l’incidenza sulla spesa complessiva dei prodotti Happy House è la seguente: Lombardia 15,8%, Nord 16,4%, Italia 17,2%, Milano città 14,4%.

Il My Chef, nel primo trimestre 2010 rispetto al periodo pre-crisi, è in calo dello 0,1% in Lombardia e nel Nord (a Milano città – 0,1%) e rimane invariato nel resto del Paese.
Nel I trimestre 2010 rispetto al IV 2009 il My Chef risulta, invece, in crescita dello 0,5% in Lombardia (Milano città +0,5%), dello 0,4% nel Nord come nel resto di Italia.
Le incidenze del My Chef sulla spesa complessiva sono le seguenti: Lombardia 6,3%, Nord 5,9%, Italia 5,6%, Milano città 6,7%.

 

da AffariItaliani.it

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